F.M. Ferro

di .

L’I.R.E.P. e il suo fondatore, il professor Edmond Gilliéron, ricordano con profonda commozione e sincera stima il professor Filippo Maria Ferro, psichiatra e psicoanalista.

Ci sono incontri che, pur nella loro semplicità, lasciano un segno che va ben oltre il momento in cui avvengono. Il nostro ricordo di Filippo Maria Ferro non è legato soltanto alla sua presenza in tanti dei nostri eventi formativi – convegni, presentazioni di libri – nei quali ci ha generosamente trasmesso la sua profonda sapienza e il suo amore per la clinica psicopatologica, ma anche ai momenti di convivialità, occasioni preziose di confronto e di scambio, in cui leggerezza e profondità si intrecciavano spontaneamente. Un ricordo particolare va alla cena organizzata lo scorso anno da una nostra docente, che con lui ha collaborato a lungo, in occasione di un convegno presso l’Università di Chieti, dove il prof. Ferro ha insegnato psichiatria.

Di quella serata resta il ricordo di una presenza intellettualmente vivace, capace di rendere ogni conversazione un’occasione di scoperta. Filippo Maria aveva una qualità rara: sapeva parlare di psicoanalisi, psichiatria, storia dell’arte e cultura con la stessa partecipazione, la stessa apertura e, soprattutto, con una curiosità che sembrava sempre nuova. Anche quando affrontava temi sui quali aveva certamente maturato una conoscenza profonda, conservava lo sguardo di chi vi si accosta per la prima volta, senza perdere la capacità di meravigliarsi, di interrogare, di cercare connessioni inattese.

Era proprio questa sua disposizione a colpire: non soltanto l’ampiezza del sapere, ma il modo di abitarlo. La cultura, in lui, non appariva mai come un patrimonio da esibire, bensì come uno spazio vivo, da esplorare e condividere con gli altri. La sua curiosità attraversava i confini delle discipline e restituiva al dialogo quella libertà che nasce quando il pensiero non si accontenta di ciò che già conosce.

Ripensando a quella cena, ciò che rimane non è soltanto il ricordo di una bella occasione d’incontro, ma la sensazione di aver condiviso un tempo autentico, nel quale il piacere della conversazione e la passione per la conoscenza si intrecciavano naturalmente. Sono momenti che acquistano un valore particolare quando una persona scompare: tornano alla memoria nei dettagli, nelle parole, nell’atmosfera, e diventano un modo concreto per sentirne ancora la presenza.

A nome di tutta la comunità I.R.E.P. e del professor Edmond Gilliéron, esprimiamo il nostro cordoglio e la nostra vicinanza ai familiari, agli amici e ai colleghi.

Ci piace ricordare Filippo Maria Ferro proprio così: attraverso la sua intelligenza curiosa, la sua capacità di attraversare mondi diversi e quello sguardo sempre pronto a ricominciare a conoscere.

Perché la vera cultura non consiste soltanto nel sapere, ma nel conservare la capacità di meravigliarsi. E questa è una qualità che, in lui, ricordiamo con particolare affetto.

Il professor Edmond Gilliéron, la Direzione e tutta la comunità I.R.E.P.

 

Gli indirizzi e-mail sono obbligatori